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Anastasio: quando il rap incontra la musica classica.

  • Tra gli ospiti del 69° Festival di Sanremo c’era anche lui: Anastasio, il vincitore dell’ultima edizione di X Factor.

Sul palco più prestigioso d’Italia si è infatti esibito il rapper di Meta di Sorrento che negli ultimi mesi ha raccolto consensi al di fuori della sua Napoli, grazie alla partecipazione al talent show.
Proprio sul palco di X factor ha conquistato i giudici ed il pubblico italiano con una scrittura ben diversa dal prototipo di cantante da talent show, grazie a rivisitazioni di grandi classici italiani e non, oltre che con l’inedito “La Fine Del Mondo” che in poche settimane è diventato disco d’oro, regnando in cima alle classifiche.

Anastasio colpisce ancora, questa volta durante la quarta serata del Festival della musica italiana, dove è apparso a sorpresa dopo che Claudio Bisio leggesse un monologo sulle difficoltà della paternità, (tratto da “Gli sdraiati” di Michele Serra), esibendosi con un testo forte, scritto per l’occasione, sulle note del Mariage d’Amour, un’opera classica del compositore francese Paul de Senneville.

«Leggete quello che ho detto io e ascoltate il brano di Anastasio. Quel pezzo racconta la vittoria di un ragazzo, di un ventenne. Questa è politica», ha commentato Bisio. Il presentatore ha riflettuto infatti sui giovani: “Dicono che sono pigri, fannulloni, indolenti, io non credo, do fiducia a questi ragazzi“, anche se “valanghe di asciugamani zuppi sono impilati sul pavimento” e “i portacenere traboccano di residui di canne“, “il computer scarica musica ininterrottamente”.

Anche se non è la prima volta che un rapper incorpora della musica classica nel proprio lavoro, non è spesso che li vediamo avventurarsi per le vie sinfoniche dando vita a mashups hip-hop/classici. Per Anastasio dovrebbe essere motivo di grande orgoglio presentare al pubblico il nuovo singolo “Correre”, che non è proprio il classico brano ascoltato dagli amanti di Chopin. Un testo profondo che dà origine ad un confronto tra due generazioni, tra un padre e un figlio, ma dal punto di vista del figlio, in un’ipotetica risposta alle critiche del genitore.

Testo della canzone:

Correre, tu devi correre, non devi domandare né rispondere,
ti devi alimentare con compere,
scattare commentare scorrere,
in quarta elementare mi hanno detto di sognare
perché il mondo stava pronto per risorgere e sarebbe stato mio,
dovevo solo correre e gli altri si mangiassero la polvere.

Correre, correre, circolare, qui non si può stare già da troppi anni,
vorrei parlare con il titolare voglio spiegazioni voglio lamentarmi.
Voglio i miei vent’anni voglio delle scuse ed il rimborso danni.
Poi la voglio smettere,
l’ufficio reclami di Cristo è intasato di lettere
Prova a riflettere, che vuoi che dica
se vedo soltanto sorrisi incollati su facce
depresse e promesse firmate a matita

Bella vita, la prendo per come mi arriva
che tanto domani è finita
Sto zitto, ho scritto una lettera bianca ma non l’ho spedita
oh no, non la spedirò mai
In questo parla parla per salire a galla quanto lotterai
oh no, no povera verità
nel calderone dell’opinione lei morirá

Vecchi come state? Vi state godendo la festa
Io non so mica mi manca il respiro e a tratti gira la testa
Mi hanno educato per vivere in bilico
Hai mai sentito del pensiero liquido?
Io te lo amplifico voglio innovare,
oso pensare a un pensiero pensiero gassoso molecolare

E tra le molecole zero legame basta guardare il tessuto sociale
Ora capisci perché stiamo fissi a giocare agli artisti e a fotografare
Ci vogliamo affermare, ma sbattiamo nel muro
Siamo chiunque e non siamo nessuno
io sono sicuro soltanto del fatto che sono insicuro

Passo giornate a aggiornare una pagina solo a vedere chi mi ama e chi no
Bruciano gli occhi lo schermo mi lacera guardo la vita attraverso un oblò
Tuo figlio idolatra un idiota che
parla di droga e di vita di strada
Scalata sociale di gente normale che pare alla nostra portata

La storia è cambiata compagni miei
tutto è concesso da adesso in poi
Puoi essere quello che vuoi basta scordarti di quello che sei
Per essere quello che vuoi devi scordarti di ciò che sei